Chiambretti: Irene Pivetti? La donna che visse 3 volte!

La donna che visse tre volte: politica, televisione e business. Intervista con Piero Chiambretti "Guancia a Guancia" su canale 5. “Oggi mi occupo di una piattaforma di scambi commerciali con la Cina. La Cina è sempre più vicina. Xi Jinping è l’uomo del momento, sta guadagnando un peso politico sempre maggiore. Abbiamo creato Only Italia per le aziende italiane chi vogliono fare business in questo Paese immenso. Noi li accompagniamo in Cina nei loro parchi industriali. Sono un miliardo e mezzo di persone molto operose, non deve sopportare regole internazionali perché fa mondo a sé, può battere moneta, ha un mercato interno incredibile. E le aziende italiane, soprattutto le PMI, senza un aiuto rischiano di perdersi. Ecco perché Only Italia." Se hai perso la puntata, ecco il link per rivederla tutta http://www.video.mediaset.it/video/matrix/full_chiambretti/puntata-del-21-aprile_713438.html

Bene Trump. Non si può volere una donna a tutti i costi

Povera Hillary, ha dovuto sopportare un pessimo marito, e poi un pessimo presidente e infine si è fatta sostenere dalle peggiori lobby esistenti, davvero per niente. Così impara a scegliere con chi accompagnarsi. Certo che mi dispiace che una donna NON sia presidente degli Stati Uniti, ma non si può volere una donna a tutti i costi. Trump si rende utile da subito: serve a chiarire che le donne non sono una categoria, ma ci sono donne e donne!

Ecco perché voterò NO al referendum del 4 dicembre!

Ecco perché voterò NO! È sicuro che l’Italia abbia bisogno di riforme ma non è detto che tutte le riforme siano comunque buone. Questa è una riforma fatta da un governo che non ci piace. Voi andreste a farvi aggiustare la macchina da un meccanico di cui non vi fidate o che ha già imbrogliato qualche vostro amico? Io no. È chiaramente una riforma zoppa, che per di più serve a puntellare l’esistenza di un governo traballante. È una riforma molto politica anche nei contenuti. Infatti, si perde del tutto l’equilibrio che la nostra Costituzione prevedeva tra i vari poteri dello Stato, con il risultato che il presidente del Consiglio diventa onnipotente, e il Parlamento è umiliato e trasformato in niente. Ma solo il parlamento è la sede della sovranità popolare! Da leghista pensate se non la vorrei una vera Camera delle Regioni, delle autonomie: ma non quel Senato, dove i rappresentanti non sono eletti, e nemmeno votano la fiducia al governo. Portare i Territori in parlamento e non permettere loro di votare la fiducia al governo è una presa in giro! Se poi mettiamo insieme questa riforma costituzionale con la nuova legge elettorale si possono vincere le elezioni con una manciata di voti raccolti al ballottaggio, e controllare da lí tutti i poteri dello Stato. Insomma, questa riforma costituzionale è scritta con una sola ben chiara idea in testa: “Non disturbare il manovratore”. Io non posso accettarlo, ecco perché voterò NO!

A Bruxelles al World Green Design Organization

Dal 13 al 18 ottobre presso il Parlamento europeo il vertice sulle nuove opportunità di cooperazione Green Design tra Cina ed Europa. Scelte riguardanti il “Green New Deal”, risorse ed energia nello sviluppo verde dell’economia delle nazioni. WGDO fondata a Bruxelles a settembre 2013 è la prima organizzazione internazionale senza scopo di lucro che evidenzia il rapporto uomo-natura per promuovere, e diffondere il Green Design nel mondo trasformando l’attività produttiva e i modelli di consumo. World Green Design Organization ha già promosso undici forum in Svizzera, a Bruxelles, in Germania, a Yangzhou in Cina e a Milano. Sempre dal 13 al 18 ottobre 2016 World Green Design Achievement Exhibition. In mostra istituzioni ed eccellenze nello “sviluppo verde”, costruzioni, food, trasporti, energia, tecnologia, materiali. Presenti anche i premiati Durante il Forum Mondiale Green Design Yangzhou Summit 2016, “Design Award World Green”. “Come presidente onorario di WGDO vorrei esprimere a tutti voi la mia gratitudine per partecipare a questo vertice” così lrene Pivetti porge i suoi saluti ” … “siamo qui per un motivo preciso, per approfondire la nostra conoscenza, per rafforzare i nostri legami, condividere il nostro impegno verso uno sviluppo sostenibile e un futuro migliore, per tutti quelli che verranno dopo noi sulla Terra”. Continua così, ribadendo che “la natura è una risorsa enorme, ma non è illimitata… L'anno scorso, quando abbiamo tenuto WGDO Summit a Milano, l'ultimo giorno del World Expo 2015, si è svolta la cerimonia di premiazione nel padiglione Serbo, all’interno del cluster Bio-Mediterraneo, sulla parete di quel padiglione c’era scritta una frase: "Il futuro è la condivisione". Oggi, miei cari amici, vorrei citare questa frase, considerandola come un avvertimento, e un programma di vita, allo stesso tempo. Mi permetto di usarlo anche come un desiderio, il mio augurio, per tutti noi, è di essere in grado di portare il nostro contributo al progresso del genere umano, qualunque sia il nostro lavoro o posizione sociale, nel nome della condivisione, con rispetto, con amore.” Parole vere e sentite quelle dell’onorevole Pivetti, che presiede la FIrene Pivetti al World Green Design Organization, summit Bruxelles 2016 dal 13 al 18 ottobreondazione per lo sviluppo Italia Cina e che nella seconda giornata di WGDO 2016 Summit presenta il suo immenso lavoro. “Come sapete, la mia attività è interamente dedicato allo sviluppo di progetti industriali, commerciali e culturali tra Italia e Cina, e vi dico che nel corso di molti anni di esperienza quello che decide davvero come un complesso business internazionale si concluderà è esattamente la qualità della squadra. Agendo come una squadra, pensare come una squadra, sentendosi come una squadra educa le aziende che la condivisione è il primo passo di un vero e proprio progresso e uno sviluppo efficace. La condivisione di opportunità, la condivisione delle risorse, delle soluzioni… questo è il vero significato di una economia della condivisione, qualcosa di radicato nelle nostre scelte quotidiane e comportamentali, di gran lunga davanti a una questione di teoria economica, piani e algoritmi.” Condivisione è forza in tutti i campi, fa più grande, piccole aziende italiane possono unirsi e entrare a far parte del Food Industrial Park di Yangzhou, condivisione è team quando l'ENEA, l'Agenzia di Stato italiano per l'Energia e l'Ambiente sta sostenendo i nostri progetti, afferma Irene Pivetti che saluta così: "Nel mondo ciò che manca non è la ricchezza, ma la condivisione". O, per ricordare il motto che era sul muro del padiglione dell'Expo dove l'anno scorso abbiamo tenuto la nostra cerimonia WGDO Award: Il futuro è la condivisione.”

Only Italia presenta la Fiera di Yangzhou a San Marino

Workshop di presentazione della Fiera Agroalimentare di Yangzhou organizzato da Only Italia a San Marino. Luogo di incontro e di confronto tra gli imprenditori italiani, le autorità Sanmarinesi e il mercato cinese. Dopo il saluto della Presidente di Only Italia Irene Pivetti, al centro congressi Kursaal il Segretario di Stato per il Turismo, lo Sport e i Rapporti con l’A.A.S.S. Teodoro Lonfernini definisce la Repubblica di San Marino in questo contesto luogo di incontro e di confronto. Una opportunità per tutti. “Guardiamo insieme alla Cina che entrambe le nostre realtà conoscono bene” afferma, “farlo con Only Italia e l’amica Irene Pivetti è il grande valore aggiunto”. Il funzionario Vicario dell’Ambasciata Italiana a San Marino portando i saluti dell’Ambasciatore d’Italia Barbara Bregato ringraziando la presidente Pivetti per il successo di Only Italia, analizza questa impresa coraggiosa e seria ponendosi una domanda basata su indagini economiche “perché l’Italia incluso San Marino è al ventesimo posto nell’esportazione agroalimentare in Cina? Perché ci vuole assistenza, ci vuole una piattaforma professionale che accompagna le imprese in un mercato molto complesso, in un mercato internazionale dove non è possibile il far da sé”. La presentazione del Parco Industriale di Yangzhou di Zhou Zhong Xing nella sua concretezza di realtà d’impresa, centro di logistica, di produzione, di ricerca e di sviluppo, un kilometro di metri quadrati è il centro di produzione dedicato ai soli prodotti italiani. “Yangzhou vi da il benvenuto e anche la Cina”. L’ingegner Walter Ferrazza ha presentato lo Showroom Italia presso il Parco Agroalimentare di Yangzhou, presentando non solo il progetto ma la filosofia che accompagna il progetto. Ricreare “botteghe” per gli espositori dove il sapore e la cultura italiana si fondono con i prodotti, millesettecento metri di Italia con bar, sale, piazze con ologrammi, un modello che può essere ricreato in qualsiasi altro spazio o struttura. Iro Belluzzi, Segretario di Stato per il Lavoro, la Cooperazione e l’Informazione Esponendo le prospettive di sviluppo e il mercato del lavoro afferma che la Cina è un grande mercato ma non è un mercato facile. La scelta di San Marino è strutturale, è uno stato indipendente che può offrire agli imprenditori italiani opportunità e facilitazioni attraverso anche una formazione specifica, non solo tecnica ma ritornando ad apprendere anche antichi mestieri, accrescendo la penisola italiana e non impoverendola. In questo momento di crisi c’è bisogno di creare la scintilla, sostiene , Marco Arzilli, Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato, il Commercio, i Trasporti e la Ricerca. Nuovi driver dell’economia di San Marino, innovazione, internazionalizzazione, ricerca. Only Italia è una piattaforma molto importante l’ossatura dell’economia sono le PMI. Offriamo una serie di opportunità perché l’apertura dei confini è molto importante, le aziende italiane che investono a San Marino hanno opportunità concrete. Stessa filosofia di impresa di semplificazione di Only Italia. Concludono il Workshop gli interventi dell’avvocato Achille Campagna, notaio della Repubblica di San Marino, dei commercialisti Enzo ed Elisa Zafferani.

Grazie a tutti per voto alla Lega e a chi mi ha dato preferenza.

Grazie a tutti per il loro voto alla Lega e a chi ha dato a me la preferenza. Abbiamo raccolto molto meno di quanto abbiamo seminato. Abbiamo solo iniziato un percorso che richiederà tempo. In campagna elettorale conta l’entusiasmo, ma i progetti importanti richiedono tempo e carattere. Sono grata ed orgogliosa di essere parte di questo progetto, di questa avanguardia.

Grazie Girone per grande spirito servizio. Peccato per il 2 giugno!

Grazie ed onore a Salvatore Girone che, dopo aver sopportato con estrema dignità e pazienza l'inverosimile percorso giudiziario orchestrato dall'India, e mai efficacemente contrastato dagli imbelli governi italiani di questi anni, appena atterrato in Italia ha solo parole di rispetto per il suo e nostro Paese e di stima per il popolo italiano. Ecco come si onora una divisa e le forze armate, ecco come si serve lo stato, a prezzo del sacrificio personale. Solo il rammarico di non vederlo il 2 giugno alla festa della Repubblica, e di non poterlo applaudire come meriterebbe.

Contro insicurezza comitati di quartiere 'ufficiali' e forestali

Irene PIvetti con Corpo Forestale a Villa Borghese L'insicurezza a Roma? Le strade sono tre: comitati di quartiere riconosciuti dai municipi, ronde (ma chiamate in un altro modo e armate solo di cellulari) e corpo forestale che, pochi lo sanno, aveva, la funzione di vigilare anche sui parchi cittadini. Perché si parla poco di insicurezza in questa campagna elettorale? «Si parla troppo di bisticci e poco di cose concrete. La sicurezza, invece, è un tema centrale». Secondo lei Roma è insicura? «Bisogna distinguere le situazioni, ovviamente, ma ci sono grandi sacche di insicurezza, soprattutto in periferia, e in alcuni quartieri c'è anche un non controllo del territorio. Si parla impropriamente di microcriminalità, ma il fenomeno è “macro” se consideriamo all'impatto che può avere su una persona». E come se ne esce? «Aumentando il presidio e il controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, per esempio. Ma anche coordinando le forze esistenti senza spendere un euro in più. Abbiamo uno spropositi di sale operative sovrapposte. E poi bisogna puntare sui comitati di quartiere». In che modo? «I comitati di quartiere svolgono un ruolo di osservatorio. Io li metterei in contatto con i municipi, darei loro una forma di ufficialità». E sulle ronde cosa pensa? «“Ronde” è una parola antipatica, carica di aggressività. Chiamiamola “vigilanza del territorio”. Parlo di persone armate solo di cellulare. Ovviamente non devono diventare un alibi per non investire sulle forze dell'ordine». L'insicurezza è anche figlia di problemi infrastrutturali... «Ovviamente sono cruciali illuminazione e videosorveglianza. Ma non solo: Roma ha molti parchi. Ora, noi abbiamo appena soppresso, con una scelta secondo me scellerata, il corpo forestale. Ora, non tutti sanno che la forestale presidia il territorio anche in città. Senza di loro chi deve sorvegliare i parchi? I vigili urbani?».

Commercio ambulante: diciamo no alla Bolkestein, sì alla legalità!

Intervista a Il Mercato sulle prospettive del commercio ambulante e su Roma.

 

On. Pivetti cosa ne pensa della situazione del commercio ambulante Romano?                                                                                                          

Credo che il commercio su aree pubbliche di Roma stia vivendo un momento di particolare difficoltà, accentuata dalla crisi. La politica, con i suoi ritardi e le sue assenze, ha contribuito ad aggravare questa situazione.

 

Ritiene che sia necessario un cambiamento rispetto all'attuale situazione?

Un cambiamento dell'attuale situazione è indispensabile e direi anche urgente. Ritengo che, soprattutto per quanto il commercio ambulante nel comune di Roma, sarebbe opportuno un ripensamento complessivo del servizio che deve essere offerto al consumatore, con particolare attenzione agli aspetti pratici più che alle teorie. È un paradosso ma sono proprio le soluzioni di buon senso quelle che vengono trascurate. Si è provato ad adottare soluzioni di project financing, ma fin qui non hanno funzionato. Perché, ci chiediamo, visto che in tutto il resto del mondo è esattamente questa la soluzione che consente di liberare risorse, offrendo servizi efficienti alla comunità? È chiaro che si deve ricominciare daccapo con idee più chiare e, soprattutto, con una seria moralità.

 

La piaga dell'abusivismo e della contraffazione è ormai giunta a livelli fin troppo elevati. Gli operatori del settore continuano a sostenere costi elevatissimi di vario genere, quali contributi e tributi, che puntualmente aumentano ogni anno, contrariamente agli abusivi. Quanto fino ad oggi è stato fatto dalla giunta Marino non è stato sufficiente ad eliminare tali fenomeni. Quali sono le azioni che possono essere messe  in atto per una definitiva soluzione?

Dobbiamo lasciare ogni ipocrisia e dire con chiarezza che dietro ogni forma di commercio abusivo c’è merce contraffatta prodotta e distribuita dalle mafie, i cui proventi finanziano ogni sorta di crimine, compreso il terrorismo internazionale.

Rispetto a fenomeni di questa portata evidentemente un comune da solo non può bastare, ma certo una capillare forma di contrasto debba essere intrapresa. Significa controlli dello smercio per strada, ma anche controlli dei magazzini all’ingrosso, spesso ubicati nelle zone periferiche di Roma, valorizzando al meglio la risorsa rappresentata dalle forze dell’ordine, municipali e nazionali.   

 

A seguito del D.Lgs. n. 59/2010 avente come oggetto l'attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, per il recepimento in Italia della Bolkestein. Questa direttiva, come ritiene che possa mutare lo scenario del commercio su aree pubbliche sul territorio Romano? Visto che il 2017 è vicino e le concessioni decadranno, quale soluzione intende adottare per tutelare?

Innanzitutto un punto politico: non si comprende perché una direttiva europea, che dovrebbe proporsi di liberalizzare i servizi, sia stata in realtà applicata al commercio su aree pubbliche, sugli ambulanti, sui balneari, con grave danno per le persone e le famiglie che fanno di queste attività il loro sostegno economico, ma anche con danno per i nostri territori, che in queste attività trovano una caratteristica potremmo dire culturale, che li rende così tipici. E una domanda da rivolgere ai politici, che sono stati assenti o conviventi al momento di prendere queste decisioni in sede europea, ma da rivolgere anche ai sindacati delle categorie coinvolte, silenziosi non si capisce se per ignoranza o per complicità. Fatto sta che ora un intero comparto viene messo in crisi senza un valido motivo, con effetti attesi certamente negativi. Non è quello di cui l’Italia, di cui Roma, hanno bisogno in un momento difficile come questo. Su questo punto la Lega, con Matteo Salvini, si è già espressa chiaramente più e continuerà a farlo. Ricordiamoci che proprio la Lega in Europa è stata l'unico partito italiano a votare contro la Bolkestein.

 

On. Pivetti oltre al suo interesse riguardo il settore del commercio su aree pubbliche, in quale altro modo si impegnerà per ridare a Roma e ai romani la dignità e il rispetto che meritano? Quali saranno le sue priorità? Possiamo aspettarci da lei dei reali progetti in campo urbanistico, sociale, soprattutto per quanto riguarda tematiche come sicurezza e gestione delle politiche migratorie, possiamo contare su di lei e sulla sua lista affinché si attuino dei veri cambiamenti?

 La mia priorità è creare lavoro. Roma deve tornare ad essere motore della crescita, luogo in cui le grandi imprese multinazionali tornino ad investire.  Dobbiamo ridare a Roma quel ruolo di leadership che ha nel Mediterraneo, Roma è capitale della nostra cultura. Dobbiamo riprenderci quel ruolo di Capitale politica, strategica e culturale del Mediterraneo.

Questo per me vuol dire posti di lavoro, vuol dire investimenti per rilanciare il decoro urbano, dal semplice risanare le buche nelle strade a promuovere una vasta opera di valorizzazione del patrimonio di verde pubblico presente su tutto il territorio della capitale. Guai a pensare che le due cose non siano collegate.

Per Roma ci vogliono buon senso, visione, passione e coraggio, la stessa che mettete ogni giorno nelle vostre aziende. 

Intervista su Il Dubbio - Sulle unioni civili fiducia sbagliata

Pivetti: «La legge è sacra ma l’obiezione è un diritto»

«Il premier ha sbagliato a mettere la fiducia: è un segno di fragilità e di arroganza politica. Un argomento del genere non può diventare un trofeo»

Scuote la testa: «Scusi, un commento sul fatto che Marchini annuncia che non celebrerà unioni gay è inutile che me lo chieda. Tanto lui non celebrerà nessun matrimonio, gay o etero che sia, perché il sindaco di Roma non lo farà mai.. ».

Io veramente chiedevo il suo giudizio politico sull’uscita di Marchini.
«Il giudizio politico, volentieri. Per il resto noi siamo competitor di Marchini e non mi va di rispondere ad una domanda relativa ad un candidato che non vince. Mi parrebbe un fuor d’opera».

Allora parliamo della legge sulle unioni civili, va bene? Il Parlamento ha dato via libera...
«Dal mio punto di vista, le unioni civili non sono un problema. Non vedo remore, sono legittimamente un modo per dare stabilità ad una relazione d’affetto. Tutto quello che può concorrere a rendere definito nel tempo l’amore tra due persone lo ritengo positivo. Non credo che metta in discussione il valore della famiglia perché queste unioni non sono una famiglia. Sono una cosa diversa: è un punto sul quale dobbiamo essere chiari».

Renzi ha messo la fiducia sul voto del provvedimento. E le opposizioni, Lega compresa, sono insorte. Mentre la Cei l’ha definita una sconfitta per tutti. Condivide?
«La Chiesa, che ha molta buona creanza, la definisce in quel modo. Io, che non ho gli stessi obblighi di bon ton, dico che la decisione del presidente del Consiglio di usare la fiducia su un tema così delicato, è una vergogna. Anzi, dico di più: è un atto indecente. Per due ragioni. Primo: conferma la fragilità del governo costretto a ricorrere alla fiducia ogni volta che si sente messo in discussione. Secondo: il disprezzo che il capo del governo e la maggioranza che lo sostiene manifestano nei confronti delle unioni civili stesse. Infatti far diventare questo argomento una questione di parte, un trofeo della coalizione di governo è un errore, un grave errore. Si tratta di un argomento di discussione trasversale alla società. Gestirlo in questo modo significa voler sputare in un occhio proprio alle tante persone che da troppo tempo aspettano una legittimazione legislativa al loro legame. Al contrario, la fiducia voluta dal governo è un elemento totalmente delegittimante. Io mi sentirei offeso da un governo che strumentalizza così il problema. Ma a ben vedere quello di Renzi e della maggioranza di centrosinistra non è affatto un comportamento nuovo. La stessa operazione cialtronesca è stata fatta sulla riforma costituzionale. Lì la fiducia non era possibile, ma l’atteggiamento intollerante è stato lo stesso».

Poi però c’è una questione di gestione amministrativa delle unioni civili che non può essere disattesa. Riformulo la domanda iniziale: se la Meloni diventasse sindaco, come si comporterebbe?
«Le leggi vanno rispettate, non c’è scelta né discussione. Ma se c’è un margine di discrezionalità possibile, il sindaco fa bene ad usarlo secondo la sua coscienza. Parliamoci chiaro: questa legge è un pasticcio e davvero non ho idea di cosa verrà fuori. Detto questo, è un obbligo per tutti rispettare le leggi dello Stato, ma se uno obietta per motivi morali è libero di farlo. Faccio un esempio. Oggi l’obbligo del servizio militare non c’è più. Tuttavia servire militarmente la Patria resta un dovere, ma la libertà del ricorso all’obiezione di coscienza non la mette in discussione nessuno».

Secondo lei, la presa di posizione così netta della Chiesa quanto peserà sul voto a Roma? Quanto può spostare in termini di consenso su questo o quel candidato?
«La posizione così dura della Chiesa è ultralegittima. Però bisogna distinguere. Ognuno deve svolgere il ruolo che gli compete. La politica deve farsi carico delle responsabilità politiche; la Chiesa, che non ha responsabilità politiche ma svolge un ruolo pastorale, ha il diritto e anche il dovere di essere molto chiara sui temi che ritiene fondamentali. Da cattolica quale sono, sinceramente non capisco l’atteggiamento di quei laici che saltano su e bollano come inammissibile ingerenza ogni volta che la Chiesa apre bocca su un argomento. Il Vaticano, il Papa, hanno il dovere di dire ciò che pensano, altrimenti diventa tutto una marmellata indistinguibile. E a mio avviso anche indigeribile. Io voglio che la Chiesa sia chiara. Così aiuta me, da credente, ad orientarmi. Ma aiuta anche chi la pensa diversamente ad articolare con compiutezza il suo pensiero, a decidere da che parte stare. La Chiesa che prende posizione è un bene da coltivare, non da respingere. Il che non vuol dire che, da politico come sono, tutte le mie scelte debbano per forza essere fotocopia delle posizioni che la Chiesa».

Per esempio sull’immigrazione. Il Papa dice una cosa, Salvini l’opposto. Nessuna contraddizione? Tutto a posto con la coscienza?
«La posizione del Papa sull’immigrazione è anch’essa sacrosanta. Chi in coscienza può dire davanti ad un derelitto: bisogna farlo morire? Altra cosa però è la politica. Che tiene conto del precetto umanitario ma poi di fronte ai problemi è obbligata a trovare soluzioni politiche che possono essere anche dure. Compreso il fatto di prendere per le orecchie i governi che alimentano il traffico di esseri umani e metterli di fronte alle loro responsabilità. Questo il Papa non lo dice perché giustamente esula dalla sua missione».

E allora restiamo alla politica. In particolare alla campagna elettorale per Roma. Nel centrodestra si assiste ad uno strano balletto: ogni candidato rimprovera l’altro di essere stampella di Renzi. Davvero è questa l’accusa vincente per spostare voti da Marchini alla Meloni o viceversa?
«Questo accade perché lo capiscono tutti che Renzi è sull’orlo del dirupo. E di conseguenza è lui che si avvale continuamente di stampelle, tipo la fiducia. Non ha un profilo politico chiaro tranne la volontà di conservazione del potere a tutti i costi. Poi ci sono i fatti oggettivi. La prima parte dell’operazione berlusconiana a Roma, quella con Bertolaso candidato per intenderci, era chiaramente un Nazareno 2.0. La convergenza su Marchini ha un sapore più politico. Ciò non toglie che quella marchiniana è un’area politica fortemente compromessa con Giachetti. Anche la bocciatura di Fassina è un supporto a Giachetti e dunque a Renzi».

Non resta che la Raggi, allora. Come si batte, qual è la mossa vincente?
«La più importante ce la siamo giocata: era l’unità del centrodestra. L’altra che rimane, importantissima anch’essa, rimanda alla competenza e all’uso buon senso. Qualità entrambe drasticamente carenti sul fronte dei Cinquestelle. Quando vogliamo andare a costruire una proposta politica moderna, coerente, strutturata e costruttiva per una grande capitale europea e mondiale come Roma e i cittadini romani si sentono proporre la funivia sulla Boccea, beh è disarmante. Idem per gli autobus colorati. Sono proposte che aiutano gli elettori a scegliere. Precisamente di stare dalla parte opposta alla Raggi».

La fiducia sulle unioni civili è un segno di debolezza del Governo renzi

 

Usare la fiducia per fare approvare il provvedimento sulle unioni civili non è solo un altro chiaro segno della debolezza di questo governo, che ogni volta che non ha i numeri usa le maniere forti, e precetta i parlamentari. La fiducia di oggi è anche una pesante strumentalizzazione di un tema che invece deve restare trasversale, e di valore sociale, non politico e di schieramento.  Questa legge rischia di non risolvere le esigenze di tante persone in attesa di veder riconosciuti i propri diritti. Le unioni che danno stabilità ad una relazione affettiva sono cosa diversa dal matrimonio, e non mettono in discussione il valore della famiglia.

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