Salvini e il magistrato, viva l'Italia

In Italia siamo diventati matti. Il mondo sghignazza di noi, e persino dei nostri morti, come l'orrenda vignetta di Charlie Hébdo, e noi di fronte ad un ministro dell'interno che fa il suo lavoro, e cioè difende i confini nazionali e la sicurezza, lo denunciamo per abuso di potere e sequestro di persona. Avrebbe più senso denunciare la Banca d'Italia per rapina, o l'Agenzia delle entrate per appropriazione indebita.

Ci piaccia o no, le istituzioni sono lì per fare il loro dovere, che spesso è precisamente ciò che nessuno si sentirebbe o potrebbe fare come persona fisica.

Lo Stato va servito, e qualche volta va difeso, perché va servito e difeso il popolo che esso rappresenta, e la politica, democratica, è lo strumento meno imperfetto che l 'umanità ha a disposizione per averne cura.

Piaccia o non piaccia, l'elezione popolare legittima ed obbliga a prendere decisioni, tutto il resto sarebbe un abuso, compreso il non fare nulla.

Per questo Salvini non solo ha fatto bene, ma ha compiuto il suo dovere quando ha deciso di trattenere al molo la Diciotti, e non si tratta di una linea dura contro una poco augurabile "linea molle", ma questa è una linea, è politica, è decidere, assumendosene la responsabilità. Quanto se ne sentiva il bisogno.

Mi trovo in Cina ora, un paese che ormai conosco, e che l'Italia si ostina a gestire malamente (vedremo se con Geraci migliora), ma qui lo sghignazzo è generale, non hanno la ferocia dei Francesi, ma siamo comunque una barzelletta di sicuro effetto. Volesse il Cielo che finalmente quando diciamo no, sia no, e ad adeguarsi siano gli altri.

Questo è il primo passo verso una giustizia seria. Ce lo chiedono i morti nel Mediterraneo, ce lo chiedono i morti di Genova, e lo chiedono gli Italiani che hanno vivo il senso dell'onore e della dignità.

Ministro, è stato eletto, governi.